In Cina nasce Google Al China Center per la ricerca sull’intelligenza artificiale

Google Al China Center

Sappiamo bene che Google non ha vita facile in Cina. E gli ostacoli che Big G incontra nelle terre d’Oriente sono più disparate di quanto ci si possa immaginare: in Cina infatti sono vietate sia tutte le Google Apps sia il motore di ricerca in sé e per sé, ma il colosso hi tech sta comunque trovando il modo di penetrare nel paese, e stando agli aggiornamenti di questi ultimi mesi sembra esserci riuscito. Google ha infatti pensato di unire le competenze tecnologiche che sono ovviamente di suo dominio con gli studi portati avanti dai cinesi sul fronte dell’Intelligenza Artificiale.

Questo connubio di diversi know how ha permesso di aprire il Google Al China Center, un centro di ricerca volto allo sviluppo di sistemi e di applicazioni di ultimissima generazione. Si tratta del primo laboratorio statunitense che riesce ad insediarsi in Cina e che, esattamente come volevano le premesse, si interfaccerà con le pari strutture dislocate tra New York, Londra, Toronto e Zurigo. Ma esattamente a cosa servirà questo enorme laboratorio che Google è riuscito ad insediare a Pechino?

Tanto per chiarire bisogna precisare che Google ha lasciato la Cina nel 2010, quando cioè il motore di ricerca ha dovuto fare posto a Great Firewell, ossia a quella tecnologia che permetteva al governo cinese di inserire siti di vario genere in una blacklist, mettendo così un muro al tentativo degli utenti di continuare ad accedervi. In realtà il blocco che il paese ha disposto nei confronti di determinati portali, quelli di Google compresi, è aggirabile con l’utilizzo delle VPN, ma meglio non scherzarci troppo sopra visto che il ricorso a questo genere di strumenti è illegale e talvolta punito persino con la galera.

Ebbene, fatta salva questa premessa sembra che Google, nonostante le antipatie che la Cina ha sempre dimostrato nei suoi confronti, sia riuscita ad insediarvisi dentro con questo nuovo centro dedito all’Intelligenza Artificiale.

L’Al China Center, molto semplicemente, lavorerà per fare ricerca a 360 gradi sull’IA e sul mondo machine learning. I ricercatori avranno il compito di progettare sistemi volti a migliorare sensibilmente la vita delle persone, sfruttando ovviamente l’ingegno della mente umana e gli stadi avanzati che la tecnologia è riuscita a raggiungere. D’altronde lo ha ribadito anche Fei-Fei Li, Chief Scientist di AI/ML di Google Cloud, che in una dichiarazione ha detto: “Il centro di ricerca cinese, così come quelli che si trovano nel resto del mondo, si impegnerà nell’obiettivo di trasformare l’intelligenza artificiale in un qualcosa che possa concretamente contribuire al benessere di tutti”.

I più maliziosi però giurano che Google si servirà di questo nuovo centro di ricerca anche per scopi per così dire “politici”. Il colosso di Mountain View infatti potrebbe sfruttare questa occasione per rafforzare la sua presenza in Cina, per indagare meglio sulla censura vigente e più in generale per cercare di capire come riuscire a introdursi e adattarsi in un mercato tanto particolare come quello cinese.